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Questo blog nasce all’interno del nostro percorso in Psicologia del benessere, una nuova aria che si respira tra i corridoi della Facoltà.

L’idea è far scoprire alle persone le potenzialità che hanno per poter affrontare al meglio le sfide di ogni giorno.

Abbiamo deciso di avventurarci nel mondo dell’empowerment familiare, perché, attraverso le nostre esperienze abbiamo avuto modo di toccare con mano quanto sia importante la famiglia come fonte di supporto e come fattore protettivo, ma anche come questa, in alcune situazioni particolari della vita, possa aver bisogno di un aiuto!

Curiosi di saperne di più? vi aspettiamo qui!! :)

Alice & Maura

sabato 25 giugno 2016

Fiabe ed empowerment - La coppia che non tutti si aspettano

Una fiaba al giorno per crescere ogni giorno

Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. 
I bambini sanno già che i draghi non esistono. 
Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.


(Gilbert Keith Chesterton)



Ecco spiegato il motivo per cui Cinema e dintorni è così pieno di fiabe appartenenti all’universo cinematografico. La fiaba, infatti, è per il bambino così come per l'adulto è un luogo sicuro in cui conoscere e sperimentare emozioni molto profonde che all’interno della trama diventano eventi controllabili e gestibili. L’incanto del “C’era una volta” non nasce tanto dalla descrizione di imprese straordinarie, ma dalla capacità che la storia narrata ha di raccontare dilemmi esistenziali. Con un piccolo sforzo di memoria ricorderete che la maggior parte delle fiabe mostra una struttura di base molto simile: l’eroe si allontana da casa, intraprende un viaggio (spesso insieme a persone della sua età), supera degli ostacoli e alla fine trova un partner con cui unirsi nel fantomatico “vissero per sempre felici e contenti”

Perché? 

Le fiabe raccontano i compiti di sviluppo in una forma semplice, tramandabile e facilmente memorizzabile. 

Le fiabe raccontano che è possibile superare le difficoltà del quotidiano, ma anche l’orrido che la vita, a volte, porta con sé. 
Come se non bastasse tutto questo, le fiabe, con la loro totale non curanza delle leggi morali (uccidere nelle fiabe è considerato legale e nessuno si è mai arrabbiato con il protagonista perchè ha ucciso qualcuno) ci aiutano a identificarci nel protagonista buono e virtuoso della saga, facendoci sperimentare benessere. Confessate...chi di voi non ha desiderato almeno una volta essere Harry, Hermione o Ron nella lotta contro Voisapetechi

Perché le fiabe non sono solo per bambini!

Le fiabe piacciono anche agli adulti: basti pensare al mondo delle serie tv, al cinema o ai romanzi. Sempre più spesso la narrazione ci offre storie che rispettando questi criteri: Harry Potter, Pretty Woman, Frozen, Zootropolis, Ribelle, Twilight, le saghe Marvel, Grey's Anatomy, Once upon a time... sono solo alcuni dei tanti titoli che raccontano fiabe anche agli adulti! 

E voi a che fiaba siete affezionati?


Ma che cosa è lo storytelling?


È ed è sempre stato parte della realtà. 

Dedicarsi allo storytelling significa narrare la realtà stessa,
permettere di divenire più consapevoli del proprio agire.

 La narrazione cura le paure.
 I bambini chiedono una favola prima di andare a letto ed entrare nel buio.

(Alessandro Baricco)






Alice & Maura


Fonti

Ciceri, M,R, Mente interattiva. Linguaggi e competenze, Omega, Torino, 2004

domenica 19 giugno 2016

L'umorismo, una strategia indispensabile!

Di quei tali che non ridono mai, stai lontano come dai guai


Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
Giacomo Leopardi 

Perché è così importante ridere? L’umorismo è un dispositivo del benessere. Cosa significa?  E perchè parlarne in un blog di empowerment familiare?
Proviamo a capirlo insieme! 

Innanzi tutto proviamo a partire da cosa sia l’Humor, ben lontano da essere solo una risposta fisiologia, viene definito da Pirandello come “Il sentimento del contrario” e da Eco come “ Il riflettere sulla regola violata”. Con umorismo si intende quindi la capacità di rilevare il ridicolo delle cose, di esprimere e di rappresentare gli aspetti incongruenti e divertenti della situazione. Lo humor può essere d’aiuto anche per incanalare l’aggressività o quelle tendenze ostili che altrimenti sarebbe difficile sfogare in modo accettabile nella società. 
L’umorismo ha il compito di destrutturare il campo in cui avvengono le attività, con lo scopo di liberare dai legami. 
Quest’ultimo aspetto sottolinea anche la funzione sociale e aggregante della comicità: le risate possono favorire ulteriormente i rapporti, sciogliendo le eventuali tensioni, diminuendo l'ostilità, accentuando la complicità e il senso di condivisione. 
L’aspetto della condivisione è fondamentale quando si parla di comicità, infatti si tende a ridere perlopiù insieme agli altri - amici, parenti, familiari, o colleghi che siano - di eventi e situazioni che spesso non hanno una connotazione umoristica in sé, ma la assumono per le circostanze stesse di condivisione in cui si verificano. Dunque tali eventi e situazioni diventano divertenti per i membri del gruppo in questione, diminuendo le distanze. 

Le funzioni principali dell’umorismo variano dal “salvarsi la faccia”, al comunicare alcune norme sociali, a tecnica per gestire il discorso, fino a provocare oppure ingraziarsi gli altri o aumentare la coesione del gruppo. 
Parlando di humor, si distinguono in letteratura 4 stili principali, che giocano ruoli molto importanti nella gestione delle relazioni sociali: 
  • Affiliative humor: Si ride con gli altri; lo humor viene utilizzato per favorire i rapporti interpersonali, per mettere gli altri a proprio agio e consiste nel non prendersi troppo sul serio. 
  • Sel enhancing humor: viene utilizzato per far fronte alle emozioni negative, corrisponde alla tendenza a mantenere una visione umoristica dell’esistenza 
  • Self defeating humor: ha lo scopo di divertire gli altri a proprie spese 
  • Aggressive humor: è lo humor auto-celebrativo, provocatorio che ha lo scopo di ridicolizzare gli altri. 

Alcuni studi hanno evidenziato alcune differenze di genere rispetto all’umorismo e, se tenuti in considerazione, questi dettagli possono fare la differenza nella percezione e comprensione dei legami di coppia. Le donne preferirebbero situazioni in cui la comicità è basata su ambiguità, sul nonsense, giochi di parole, autoironia, eventi della quotidianità. Inoltre utilizzerebbero lo humor in situazioni di intimità. Gli uomini invece, oltre a preferire il “far ridere” rispetto alle donne, prediligerebbero maggiormente satira sportiva, humor sessuale e aggressivo e producono humor per attrarre il partner. Inoltre gli uomini con senso dello humor sono considerati più attraenti da parte delle donne che preferiscono un partner che le faccia ridere. 

Lo stile di humor utilizzato nella coppia inoltre è indice di soddisfazione o meno nella relazione, in particolare l'affiliative humor è legato ad una maggior capacità di risolvere le situazioni conflittuali diminuendo lo stress e aumentando la complicità, l’aggressive humor è legato ad una minore vicinanza affettiva e ad una difficoltà maggiore nel risolvere i problemi. 

Una buona dose di umorismo può quindi essere d'aiuto nel gestire le relazioni che viviamo, ma non solo, utilizzato nel modo corretto questo può aiutare ad aumentare il benessere nelle situazioni, anche negative e stressanti, che ci troviamo a vivere.
L'umorismo è una strategia di coping contro lo stress alla portata di tutti, ognuno può farne uso per fronteggiare quelle situazioni stressanti di cui parlavamo nei post precedenti, situazioni personali e familiari dove occorre rivalutare la situazione o "mordersi la lingua" per evitare esiti catastrofici!!

Per concludere, molti si sono occupati di umorismo, noi vogliamo lasciarvi con queste citazioni:
Jovanotti ci suggerisce "A volte penso che: nel momento in cui uno ride, quello sia veramente un momento in cui si aprono le porte della percezione e l'Eternità entra in noi."

“L’uomo ridendo si libera da inibizioni e rimozioni, mette temporaneamente a tacere l’istanza della censura, offre una valvola di sfogo all’aggressività”. 
Freud
“Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio” (1905). 


"Le ultime ricerche dimostrano che la risata aumenta la secrezione di catecolamine ed endorfine, il che a sua volta aumenta l'ossigenazione del sangue, rilassa le arterie, accelera il cuore, abbassa la pressione sanguigna con effetti positivi sulle malattie respiratorie e cardiovascolari. E in più aumenta la risposta del sistema immunitario."
Patch Adams 




A presto
Maura & Alice

Fonti
Lezioni di Psicologia per il Benessere soggettivo e interpersonale, Maria Rita Ciceri, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

domenica 5 giugno 2016

Cinema e dintorni: Captain America – Civil War. Giusto? Dipende!

Tu da che parte stai? 



Oggi a cinema e dintorni parliamo di supereroi e... di giusto e sbagliato, quindi di giudizio morale. Lo spunto ce lo offe il nuovo film Marvel, Captain America Civil war: nel film, infatti, per la prima volta non si scontrano solo bravi e cattivi ma anche i bravi!

Senza fare spoiler, Civil War mette chiaramente in luce che definire “giusto o sbagliato” a volte è solo questione di punti vista. Infatti il giudizio morale è legato ai valori, il cui insieme diventa la guida per il nostro comportamento. 



Il capitano Rogers e Tony Stark mettono in luce che si può classificare “giusta” un’azione che: 

· Massimizza i benefici per sé e per gli altri e che spinge quindi a mettere in atto un comportamento utile (Tony);

· È messa in atto perché segue alcuni principi che sono slegati dal contesto d’azione e che possono essere considerati più o meno immutabili (Capitano).

Ma come si arriva a questo? 

Fino a circa 10 anni i bambini identificano il bene e il male in base alle conseguenze che un’azione procura a loro stessi. In questo periodo per il bambino è più facile osservare le regole percepisce un vantaggio immediato e concreto per sé.
Con la preadolescenza e la tarda adolescenza le nozioni di giusto e sbagliato prendono in considerazione i rapporti interpersonali e i valori sociali. Per i ragazzi diventa importante vivere in conformità con le aspettative della propria cerchia sociale e ottenere l’approvazione da parte degli altri. Solo crescendo si affina la capacità di differenziare il proprio di vista da quello del gruppo, fino al raggiungimento dell’età adulta quando emergono valori basati anche su principi astratti e più etici. A questo punto si acquisisce la consapevolezza che le leggi e le regole sono relative e che possono essere validi solo se basati su principi universali e valori etici. 

Partire dallo spunto dei film per riflettere in famiglia su cosa significhi giusto per ogni componente può diventare un’occasione di scambio ma, soprattutto, con i più piccoli può diventare l’occasione per introdurre il concetto di trasgressione da estendere magari a situazioni in cui la moralità gioca un ruolo chiave come il bullismo o l’abuso di sostanze. 


Buona visione, 



Alice & Maura


Se avete ancora voglia di supereroi.. passate da qui!



Fonti

Camaioni, L., & Di Blasio, P. (2002). Psicologia dello sviluppo. Il mulino.