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Questo blog nasce all’interno del nostro percorso in Psicologia del benessere, una nuova aria che si respira tra i corridoi della Facoltà.

L’idea è far scoprire alle persone le potenzialità che hanno per poter affrontare al meglio le sfide di ogni giorno.

Abbiamo deciso di avventurarci nel mondo dell’empowerment familiare, perché, attraverso le nostre esperienze abbiamo avuto modo di toccare con mano quanto sia importante la famiglia come fonte di supporto e come fattore protettivo, ma anche come questa, in alcune situazioni particolari della vita, possa aver bisogno di un aiuto!

Curiosi di saperne di più? vi aspettiamo qui!! :)

Alice & Maura

Visualizzazione post con etichetta bambini. Mostra tutti i post
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martedì 31 ottobre 2017

A proposito di tesi: Antonyms

Un Serious Game per ridurre l'impulsività nei bambini con ADHD


La tecnologia non tiene lontano l'uomo dai grandi problemi della natura, 
ma lo costringe a studiarli più approfonditamente.
(A. Saint Exupery)

Ebbene si, oggi parliamo di un Serious Game (SG)…
Molti di voi sapranno di cosa si tratta, ma per tutti gli altri, vi spiego brevemente cosa si nasconde dietro a queste due parole.
Di primo acchito verrebbe da tradurle come “Gioco Serio” e forse un po' il rimando è proprio questo. In modo semplice possiamo dire che i Serious Game (SG) sono dei giochi costruiti con lo scopo di aiutare a migliorare alcune capacità delle persone che ne usufruiscono.

Per la mia tesi di laurea ho pensato di progettare e costruire, grazie all’aiuto di alcuni ingegneri dell’ ITIA-CNR di Milano, un videogioco che potesse aiutare a ridurre l’impulsività nei bambini con ADHD, (Attention deficit/Hyperactivity disorder), deficit di cui abbiamo già parlato nel blog e di cui trovate dei rimandi in questo link.
In particolare Antonyms è un gioco dove, come in tutte le storie classiche, troviamo nei nemici che hanno conquistato un pianeta e un supereroe che deve salvare gli abitanti superando delle prove.
Niente di nuovo direte voi…

E invece qui sta proprio la novità. Per costruire questo videogioco ci siamo basati su una teoria tratta dalla letteratura sull’ ADHD promossa e studiata da E. Sonuga Barke (2010). 
La base di questa teoria è questa: con le recenti scoperte in ambito delle neuroimmagini si è potuto scoprire che esistono due vie principali che guidano i processi motivazionali (ciò che ci spinge a fare qualcosa e ci aiuta a mantenere l’attenzione su ciò che facciamo) e i processi cognitivi ( tutto quello che riguarda l’attenzione, la memoria, la pianificazione e il problem solving).
Per Sonuga Barke spesso i comportamenti impulsivi dei bambini sono dettati da una difficoltà nella gestione della frustrazione di fronte alle fatiche e da un esaurimento molto veloce della motivazione.

Partendo da queste considerazioni e premesse, abbiamo capito come un SG potesse essere un valido strumento per lavorare sull’impulsività grazie a queste principali caratteristiche:
  • l'attività con alcuni SG opportunamente progettati e costruiti, permette il rilascio della dopamina (un neurotrasmettitore) all'interno del sistema nervoso centrale; questo aumento del tono dopaminergico può migliorare, temporaneamente, diverse funzioni tra cui il controllo dell’arousal (attivazione) e del pensiero cognitivo. I bambini con ADHD possono così essere aiutati ad imparare a ridurre l'impulsività e aumentare l'autocontrollo (Martinez, 2016). 
  • il computer può offrire dei feedback immediati e permette una sperimentazione dei comportamenti e di strategie di risposta senza riportare risvolti negativi della realtà; 
  • il SG può inoltre essere un valido supporto alla motivazione, in quanto i video giochi sono molto coinvolgenti e divertenti.
Ecco allora la collaborazione con gli ingegneri per creare tre scenari e alcuni giochi dove il bambino deve imparare alcune strategie per migliorare la gestione dell’inibizione di alcuni comportamenti  impulsivi e di pensieri irrilevanti per le attività che sta svolgendo.
Il bambino personifica un supereroe che, chiamato su questo pianeta a salvarlo dai nemici, capirà presto che qui tutto funziona al contrario e che le regole che di solito vigono sulla terra non sono funzionali su Antonyms.
Pian piano verrà guidato attraverso le diverse attività per imparare le strategie più adatte per agire in modo lento e non impulsivo, arrivando così alla fine del gioco a salvare tutti gli abitanti!

In collaborazione con lo SPAEE, Servizio di Psicologia dell'Apprendimento e dell'Educazione in Età Evolutiva dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e con alcune scuole dell'hinterland milanese, abbiamo potuto sperimentare il gioco proponendolo ad alcuni bambini e le prime rilevazioni mostrano una correlazione con alcuni test standardizzati propri per l'ADHD.

La strada è ancora lunga e il lavoro da fare è molto, ma l'augurio è quello di poter concludere la sperimentazione e la costruzione dell'intero gioco e poterlo proporre come training per l'intervento con bambini iperattivi al fine di migliorare, a partire dal gioco, la gestione dell'impulsività anche (e sopratutto!) nelle attività di vita quotidiana.


A presto!
Maura



Fonti:

Sonuga Barke E., Bitsakou P., Thompson M., (2010), Beyond the dual pathway model: evidence for he dissociation of timing, inhibitory and delay related impairments in attention deficit/ hyperactivity disorder.
Miyake, A., Friedman, N.P., Emerson, M.J., Witzki, A.H., Howerter, A., (2000), The unity and diversity of executive functions and their contributions to complex “frontal lobe” tasks: a latent variable analysis
Miyake, A., Friedman N.P., (2012) The Nature and Organization of Individual Differences in Executive Functions: Four General Conclusions.
Martinez L., Prada E., Satler C., Tavare M.C.H., Tomaz C., (2016), Executive Dysfunctions: The Role in Attention Deficit Hyperactivity and Post- Traumatic Stress Neuropsychiatric Disorders,

sabato 25 giugno 2016

Fiabe ed empowerment - La coppia che non tutti si aspettano

Una fiaba al giorno per crescere ogni giorno

Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. 
I bambini sanno già che i draghi non esistono. 
Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.


(Gilbert Keith Chesterton)



Ecco spiegato il motivo per cui Cinema e dintorni è così pieno di fiabe appartenenti all’universo cinematografico. La fiaba, infatti, è per il bambino così come per l'adulto è un luogo sicuro in cui conoscere e sperimentare emozioni molto profonde che all’interno della trama diventano eventi controllabili e gestibili. L’incanto del “C’era una volta” non nasce tanto dalla descrizione di imprese straordinarie, ma dalla capacità che la storia narrata ha di raccontare dilemmi esistenziali. Con un piccolo sforzo di memoria ricorderete che la maggior parte delle fiabe mostra una struttura di base molto simile: l’eroe si allontana da casa, intraprende un viaggio (spesso insieme a persone della sua età), supera degli ostacoli e alla fine trova un partner con cui unirsi nel fantomatico “vissero per sempre felici e contenti”

Perché? 

Le fiabe raccontano i compiti di sviluppo in una forma semplice, tramandabile e facilmente memorizzabile. 

Le fiabe raccontano che è possibile superare le difficoltà del quotidiano, ma anche l’orrido che la vita, a volte, porta con sé. 
Come se non bastasse tutto questo, le fiabe, con la loro totale non curanza delle leggi morali (uccidere nelle fiabe è considerato legale e nessuno si è mai arrabbiato con il protagonista perchè ha ucciso qualcuno) ci aiutano a identificarci nel protagonista buono e virtuoso della saga, facendoci sperimentare benessere. Confessate...chi di voi non ha desiderato almeno una volta essere Harry, Hermione o Ron nella lotta contro Voisapetechi

Perché le fiabe non sono solo per bambini!

Le fiabe piacciono anche agli adulti: basti pensare al mondo delle serie tv, al cinema o ai romanzi. Sempre più spesso la narrazione ci offre storie che rispettando questi criteri: Harry Potter, Pretty Woman, Frozen, Zootropolis, Ribelle, Twilight, le saghe Marvel, Grey's Anatomy, Once upon a time... sono solo alcuni dei tanti titoli che raccontano fiabe anche agli adulti! 

E voi a che fiaba siete affezionati?


Ma che cosa è lo storytelling?


È ed è sempre stato parte della realtà. 

Dedicarsi allo storytelling significa narrare la realtà stessa,
permettere di divenire più consapevoli del proprio agire.

 La narrazione cura le paure.
 I bambini chiedono una favola prima di andare a letto ed entrare nel buio.

(Alessandro Baricco)






Alice & Maura


Fonti

Ciceri, M,R, Mente interattiva. Linguaggi e competenze, Omega, Torino, 2004

lunedì 14 marzo 2016

ADHD, una guida pratica nella gestione quotidiana

Vorrei scappare in un deserto e gridare 

"La madre di un suo compagno di classe mi ha detto che non sappiamo fare i genitori e che non è possibile che mio figlio quasi tutti i giorni disturba sempre il suo bambino... Vorrei scappare in un deserto e gridare..."


Nella nostra settimana sull'ADHD, vi presentiamo oggi un libro particolare, una raccolta di lettere e di scritti di genitori di bambini: Vorrei scappare in un deserto e gridare.
Il sottotitolo già ci aiuta a capire un po' di più: Una guida pratica all'ADHD attraverso le storie di tutti i giorni di bambini iperattivi e disattenti.
Abbiamo già parlato di ADHD e dei suoi sintomi principali, di come si manifesta e delle strategie che possono essere messe in atto, quando ci si relaziona con bambini iperattivi, o i vari tipi di presa in carico presenti, ma tutto questo, visto e raccontato da parte di un esperto.

Abbiamo voluto proporvi oggi questa lettura, proprio perchè una raccolta di esperienze da parte di genitori, raccontate ad altri genitori. Oltre ad essere un libro di grande attualità, può essere infatti, un aiuto vero e concreto per i genitori che vogliono saperne di più su quella quotidianità con l'iperattività, che anche loro vivono e in cui, a volte, il personale qualificato e professionale, fa un po' fatica ad inserirsi.
Non è facile gestire 24 ore su 24, i comportamenti "problema" dei bambini, e sopratutto, è molto diverso farlo da genitori piuttosto che terapisti che vedono e si relazionano con il bambino per poche ore la settimana, magari con una frequenza frammentaria.
A casa...a scuola... è una storia diversa...e forse richiede una piccola attenzione in più!!!!
Speriamo che questo libro, possa aiutare quei genitori che hanno bisogno di un appoggio, di un momento per sentire che tanti altri genitori hanno le loro stesse paure, portano sulle spalle le loro stesse fatiche, condividono le stesse gioie.
Il sentirsi capiti, rafforza la propria autoefficacia e il senso del proprio sè, nonché aiuta a non sentirsi soli.
Il condividere, come hanno fatto questi genitori, aiuta verso un' "apertura all'altro" (self- disclosure), che ha come spinta motivazionale la gratificazione personale, il raccontare qualcosa perchè in fondo, la condivisione, ha un legame stretto con la soddisfazione e con il creare legami.


Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2012/12/condivisione-gratificante/
Nel libro sono spiegati anche alcuni termini tecnici in un glossario presente nella seconda parte, un aiuto concreto per chi forse non è proprio addetto ai lavori e a volte si trova a dover combattere con quei termini sempre poco chiari e difficilmente comprensibili, utilizzati dal personale ospedaliero e non.
Troviamo anche un capitolo dedicato alla scuola, con accenni ai disturbi dell'apprendimento che spesso accompagnano i bambini con ADHD, e un capitolo sull'adolescenza e l'età adulta e di come sia possibile aiutare i bambini e i ragazzi, non solo i genitori, ad affrontare questi periodi di passaggio e di cambiamento.

Prima di lasciarvi alla lettura, vi regaliamo questa lettera tratta dal libro:

"Spesso mi è stato chiesto di descrivere l’esperienza dell’avere un bambino con una disabilità, di provare ad aiutare persone che non hanno condiviso questa esperienza, a capirla, a immaginare cosa si prova. E così… 
Quando stai per avere un bambino, è come programmare un favoloso viaggio in Italia. 
Compri una guida sull’Italia e fai dei meravigliosi progetti. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Cominci a imparare alcune frasi in italiano. Tutto è molto eccitante. Dopo qualche mese di sogni anticipati, 
il giorno finalmente arriva. Fai le valigie e parti. Alcune ore più tardi, l’aereo comincia ad atterrare. Lo stewart entra e dice: “Benvenuti in Olanda”. 
“Olanda?” domandi. “Cosa significa Olanda? Io ho comprato un biglietto per l’Italia!” 
“C’è stato un cambiamento nel piano di volo. Abbiamo optato per l’Olanda e qui devi stare…”. 
La cosa importante è che non ti hanno portato in un orribile, disgustoso posto pieno di pestilenza, carestia e malattia. È solo un posto diverso. Così devi andare a comprare una nuova guida. E devi imparare alcune frasi in una nuova lingua. E incontrerai nuovi gruppi di persone che non avresti altrimenti incontrato. 
È solo un luogo diverso. È più calmo e pacifico dell’Italia, meno abbagliante dell’Italia. Ma dopo che sei lì da un po’, prendi confidenza, ti guardi intorno…e incominci ad imparare che l’Olanda ha i mulini a vento…e l’Olanda ha i tulipani…e l’Olanda ha Rembrandt. Però, tutti quelli che conosci sono occupati ad andare e venire dall’Italia…e ognuno si vanta di quale meraviglioso periodo ha trascorso là. E per il resto della tua vita, tu dirai: “Si, quello era il luogo dove avevo progettato di andare. È ciò che avevo programmato”. E la pena di tutto ciò non se ne andrà mai, mai, mai, mai…perché la perdita dei propri sogni è una perdita molto significativa. Ma… se passerai la vita a piangerti addosso per il fatto che non sei andato in Italia, non sarai mai libero di godere delle cose molto, molto speciali e molto amabili… dell’Olanda.

Emily Per Kingsley
Germania 25 marzo 2002"


Fonti
"Vorrei scappare in un deserto e gridare...", Una guida pratica all’ADHD attraverso le storie di tutti i giorni di bambini iperattivi e disattenti, di Raffaele D'Errico (Autore), Enzo Aiello (Autore), S. Deflorian (Illustratore), Giuseppe De Nicola EditoreTamir, D. I., & Mitchell, J. P. (2012). Disclosing information about the self is intrinsically rewarding. Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, 109Aifa Onlus


A presto! 
Maura & Alice